19 - Campo visivo

 

 

Fuori dall’uscio.

 

Sponde

 

 

Come unguento limpido

abbracci terre ripide

e sei tu la sponda

per zolle in marcia.

Ruscelli annunciano

il messia dell’abisso

che trasporta ombre di cielo

nel profondissimo blu.

E se t’increspi per il soffio

che rimbocca le coperte

al pigro terrestre,

egli ancora distinguerà

il vento dall’onda.

 

 

Aroma rubino

  

Rubino il manto di praterie saporite

limpido lo sguardo di una linfa inebriante,

spremuta dalle vene della terra,

per essere accarezzata

con la lingua e accompagnata fino al cuore,

che accoglie tra il suo sangue,

aromi familiari.

 

 

Latrodectus mactans

  

Lutto d’amore.

Vestita d’ombra,

son nera,

son seducente.

Non accetto condoglianze

Per un funerale di conquista.

Vulnerabile,

pericolosa.

Incedo elegante,

e voglio che sia chiaro:

son io quella che fa il filo!

Prendo ciò che voglio

e son compiuta.

Son nera,

son vedova.

 

 

Medusa di spine

  

Perché nascere stelo

sorretto da formiche,

se ciò che conta è il mio succo?

Perché nascere rosa,

se cieca già nel seme

vivo nel vostro sguardo?

Nutro occhi romantici

che mi accarezzano e recidono

per donarmi, per dipingermi,

per pungersi con la mia bellezza,

musa di ogni amante.

Pericolo innocuo,

una Medusa immobile,

avveleno il sangue

con l’essenza aromatica

del mio succo mortale.

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