07 - Invettive apotropaiche

 

  

 INVETTIVA APOTROPAICA #1

 

Non disperdete l’odio

sentimento cristallino,

e aiutate la vita

a levitare il destino.

Abolite questa terra

di morte e di sangue,

di rabbia e di male;

rivoltate il vostro mondo

e a morte il capitale!

 

 

IL LEONE DI SOREL

 

Catafratto a uno scoglio della Normandia,

discuto col leone di Sorel

tra le pieghe d’una vacanza-studio:

violenza accattivante,

pericolosa sì, ma necessaria

(il sole non concede armistizi).

La spuma marina ci massaggia

la psiche più che le membra

in un turbinio d’idee riflettenti:

indubbio ritmo vitale!

Marx, Bakunin, Croce, Lenin

sono già ieri:

sotto il cielo di Francia

la vita è viva.

 

 

ARCAICA PANACEA

 

Necessito elettuario lattovaro

poiché consupito nel mondano:

il contenato lecro sì socerna,

ma non a compimento.

Abomenato dal segolo,

fellone solfretoso e vano,

poiché i miei mutti ermangono

versi sterili e negoti.

San ‘faglia invoco

il vostro savio valimento:

palmatemi la mente

agite, di mercede,                                        (e non stoppatevi se rifiuto)

che tal figura e tal corsaggio 

sono ancora salutabili.

 

 

S. T.

 

Estremo, non estremista

cantore del niente

tratteggio granelli d’idee

masturbazioni mentali.

Qualcosa a sorpresa mi strinse la mano

cappio indelebile seppur di seta

e volle condurmi, piroettando

nelle infinite piaghe del cosmo.

Perché proprio io?, chiosai innocente

“La tua emicrania è un atto d’amore”

Arbitrario arbitro delle genti,

giudizio implacabile:

il pubblico ministero dell’iperuranio

non va mai in ferie.

Lezione accademica sull’esistenza

mentre facevo a botte con l’attenzione

(troppo facile udir sermoni quando si sta male);

ben poco ricordo dei capi d’accusa

ma indelebile è in me la truce sentenza:

 “Maledetta sia la fame degli infami!”.

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