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Gianmario Lucini - Ballata Avvelenata

Edizioni CFR - 2011 - pp. 24     € 3,00                         Richiedere a gianmariolucini@gmail.com

 

[...]

Vanità di libri e di parole stipate

senza grazia sugli scaffali dei miei anni

strette l’una all’altra senza interstizi,

vuoti di pace e di silenzio. Nodi

che il tempo non scioglie, vi trovo

ammasso di carta e ciarpame

vanità dei secoli di secoli

da bruciare o lasciare a chi rimane.

 

Vanità di poeti e di poesia

in una grazia di vocali e consonanti

vanità di un mondo che non sente

non vede e non è visto dalla gente

il tempo lo consacra alla follia

nel mondo parallelo, tollerato,

che chiamano bellezza, che svanisce

al rivelarsi opaco della vita.

 

Poeti della grazia e dell’amore

prostrati da un dolore tutto vostro

come l’erba dei fossi, senza nerbo

vi lasciate alla corrente dei gregari

- così cari ai concorsi letterari -,

né il dolore del mondo vi rattrista

e ancor meno v’indigna o vi fuorvia

dal riscrivere poesia di poesia.

[...]

 

 *** 

 

Ogni mattina mi svegliava come piace a me, con una carezza né lieve né forte, con una giusta e lasciva pressione della mano, fino al massimo dell’eccitazione. Ed era già pronta, di fuoco, travolgente, l’amante sognata nelle mie più sfrenate fantasie erotiche d’adolescente. Quando avevo la luna di traverso invece (lei lo avvertiva già prima che io mi svegliassi), mi preparava in silenzio il caffè, con quello che proprio in quel momento avrei voluto mangiare (un dolce, uno yoghurt, del pane...). Mi telefonava in ufficio proprio quando avrei desiderato che mi telefonasse. A sera, sceglieva sempre il telegiornale che avrei voluto ascoltare, lo spettacolo che avrei voluto vedere. Se lei avesse lasciato il televisore spento e se io lo avessi acceso, lo avrei comunque spento subito dopo, perché quella sera di sicuro non c’era nulla di interessante. Si ricordava del compleanno degli amici, del colore che preferivo per i miei abiti, per le mie scarpe, e gli abbinamenti. Ricordava persino il numero di targa dell’auto, il mio codice fiscale, la mia partita IVA, chi mi avesse telefonato tre giorni prima alle sette e trenta. Era bellissima, era perfetta. Per questo l’ho ammazzata.

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Commento di Italo Pignatelli su "Napoli on the Road"

Dello stesso autore, nel catalogo CFR, per la poesia: A futura memoria,  Il disgusto,  Monologo del dittatore,  Sapienziali,  Poemetti del dito, bestiario e altre confessioni Krisis,   Canto dei bambini perduti Per il bosco

Per la saggistica: Editore impostore Ipotesi sulla nascita della poesia Cattivo maestro libro

 

 

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