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Gianmario Lucini - Il disgusto

Edizioni CFR - 2011 - pp. 96     € 10,00          Richiedere a gianmariolucini@gmail.com

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Il discorso poetico di Lucini, infatti, disprezza la nauseante banalità di molta contemporaneità che si scaglia, in forma di poesia civile - termini d'altronde che da questo poeta (di certo) non possiamo allontanare - , nella battaglia fra quel che resta di brandelli ideali e ideologici. Il suo discorso si ferma al disincanto, ossia alla decostruzione dell’incantamento sul quale poggia l’assurdità di un mondo diviso fra ricchi e poveri e le sovrastrutture che ne codificano gli statuti. Un disincanto che vuole farsi odioso, in una sorta di presa di distanza o di dissociazione (“Poesie per farmi odiare”) laddove denuncia la connivenza dei poveri del mondo ricco, dietro compenso delle briciole del benessere, con i grandi poteri economici che sfruttano i veri poveri, quelli dei Paesi cosiddetti “emergenti” (in Alla deriva, Pasoliniana, Impoetica (2), ma soprattutto Canzone della nemesi e Epigramma per Pierpaolo Pasolini).

(Nunzio Festa)

 

Dello stesso autore, nel catalogo CFR, per la poesia: A futura memoria,   Monologo del dittatore,  Ballata avvelenata, Sapienziali,  Poemetti del dito, bestiario e altre confessioni Krisis,   Canto dei bambini perduti Per il bosco

Per la saggistica: Editore impostore Ipotesi sulla nascita della poesia Cattivo maestro libro

 

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