| Lucia Cicchino Visconti -
Diladdarno Edizioni CFR - 2011 - pp. 64 €
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[...] Scrivere un racconto
su San Frediano costringe lo scrittore a fare i conti con il vernacolo
fiorentino dato che questo quartiere è il più vernacolare ed etnico di
Firenze. E la Visconti non si sottrae a quest’ obbligo e inventa un
linguaggio saporito e fresco, infarcito di fiorentinismi ma in modo soft,
non invasivo, senza compiacimenti linguaioli. Di parlata vernacolare ce
n’è dunque quel tanto che basta a dare l’atmosfera, l’odore di San
Frediano, la grazia maliziosa di tipi e figure che non possono parlare in
un italiano standard, altrimenti perderebbero di spontaneità e di vita.
Quella della Visconti è
una commedia brillante e sentimentale, ironica e gustosa, dove la memoria
della terribile alluvione è il clou della vicenda, dato che la nuova vita
del quartiere è ripartito da lì, da quel trauma epocale che si abbatté su
di esso più che sugli altri quartieri della città.
[...] Nella San Frediano
di Diladdarno non abitano quasi più operai e artigiani che hanno preferito
trasmigrare altrove. Ma il quartiere tuttavia “resiste”, anche se ha perso
molto della sua faccia ruspante d’ un tempo, si è aggraziato e imbellito,
con tanti negozi e bar eleganti, mentre sono scomparse le friggitorie e le
bettole. Se è andato perduto un po’ il colore locale, non si è persa
tuttavia l’anima della gente, ancora schietta e pronta alla battuta salace
come è stata da sempre.
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