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Ivana Tanzi - Fino all'ultimo comma

Poesie in ricordo del maestro Mino Bordignon

Edizioni CFR - 2011 - pp.48, € 8,00  

 

Le liriche sono caratterizzate anche da una profonda sapienza formale, che non è semplicemente apparato stilistico, ma elemen-to sostanziale del pensiero espresso, per cui le scelte lessicali, in particolare degli aggettivi, la presenza di anafore e sinestesie, l’uso di una struttura metrica apparentemente libera da vincoli, ma rispondente di fatto ad una rigorosa logica interna, fanno di questa raccolta qualcosa di raro e prezioso.

E allora l’invito al lettore è quello di lasciarsi avvolgere dalle emozioni, di riflettere sul bello e sulle possibilità di realizzarlo, purché lo si desideri veramente, di vivere questo momento magi-co in una sorta di attesa, finché “il vero s’ eterna levandosi al cielo e si fa musica”.

                                           Elena Signorini   

 

Io non ho mai conosciuto Bordignon e ho a volte ascoltato alla radio le sue interpretazioni e letture del nostro patrimonio di musica per coro, che è sterminato e semi sconosciuto.  Dalla lettura di queste poesie egli mi appare come una figura di grandissima umanità, capace di chiedere il massimo con polso e severità ma anche capace di dare il meglio di sé, in una sorta di scambio comunicativo con i coristi basato sulla relazione profon-da che si tramuta in intesa diventando canto. E rimane quindi , il maestro, come scolpito in questi versi leggerissimi e seriosi, ben strutturati e nello stesso tempo dall’apparenza così libera, proprio come la musica di Mozart. 

                                                                 G. Lucini

 

 

Tenere in discesa,

in salita restare leggeri

poggiando

su appigli sicuri,

regolare il respiro sul passo

senza ansimare...

è fatica restare in cordata

sul sottile crinale del canto

ma poi di lassù

l’universo è un incanto.

 

*

 

E’ un bene che non sia troppo bella

o importante la voce del cantore:

potrebbe

indurlo in tentazione

d’esser cantante.

 

*

 

Arrivo certe sere avvelenata

e stanca.

Il canto mi rasserena

e mi rinfranca

O invece mi presento sicura

e padrona.

La prova subito

mi ridimensiona.

 

*

 

Certe volte sembra tutto perfetto

fin troppo,

forse manca il difetto,

e l’emozione non decolla.

Resta allora nella memoria

il ricordo

pur grato

d’una serata senza storia.

 

Opera segnalata al Premio Montano 2012 http://www.anteremedizioni.it/xxvi_edizione_2012_esiti_opera_edita

Si veda la nota di Lucetta Frisa su http://viadellebelledonne.wordpress.com/2012/01/02/ivana-tanzi-fino-allultimo-comma-di-lucetta-frisa/

 

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