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Annamaria Ferramosca - La
poesia Anima Mundi
a cura di Gianmario
Lucini
con la
silloge Canti della prossimità
Editrice
puntoacapo, Novi Ligure, 2010 - pp.48 € 7,50
(- 25% dal sito per ordini di almeno 20 €
complessive)
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“Siamo di fronte a un’autrice dalla scrittura
molto raffinata, tra le più promettenti della poesia italiana
contemporanea e forse la più attenta al ruolo comunicazionale della
poesia, un tassello che manca non tanto all’interno di un pensiero
femminile, ma piuttosto in un orizzonte culturale delle idee e delle
poetiche più aperto e completo”

Annamaria Ferramosca vive e lavora a Roma. Collabora con la
rubrica Poesia Condivisa al portale di poesia poesia2punto0
e con testi e note critiche a numerose riviste, anche in rete. Fa parte
della redazione di clepsydraedizioni.com che seleziona in anonimo
nuova poesia italiana contemporanea.
Ha pubblicato in poesia: Curve di livello, Marsilio, 2006, Premio
Astrolabio, finalista ai Premi Camaiore, Lerici Pea, Pascoli, Montano;
Paso doble, Empiria, 2006, poesie a quattro mani, coautrice A.Crowe
Serrano, trad.ne inglese di R.Duranti; Porte / Doors, Edizioni del
Leone, 2002, prefazione di Paolo Ruffilli, trad.ne di Anamaría Crowe
Serrano e Riccardo Duranti, Premio Int.le Forum;.Il versante vero,
Fermenti,1999, intod.ne di Plinio Perilli, Premio Opera Prima
AldoContini-Bonacossi. E’ presente nelle antologie Pugliamondo,
Ed.ni Neobar, 2010 e L’impoetico mafioso, CFR Ed.ni, 2010. Suoi
testi sono apparsi su molti siti e blog di poesia tra cui rebstein,
neobar, oboesommerso, carte allineate e tradotti, oltre che in
inglese, in francese e albanese.
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Nota su
Blog Neobar
31giugno 5, 2011Annamaria Ferramosca: Canti della prossimità
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Nota di Marco Scalabrino
CANTI DELLA PROSSIMITA’
di Annamaria
Ferramosca
puntoacapo 2011
Nel suo autoritratto
letterario Annamaria Ferramosca dichiara: “La mia lotta per raggiungere un
mio personale linguaggio-stile è stata veemente. Una guerra aperta, in
particolare tra la naturale spinta al sottacere, all’alludere, e la
consuetudine galileiana derivante dal mio lavoro scientifico a chiarire,
asserire, illuminare di razionale significato.”
La raccolta inedita
di Annamaria Ferramosca, inclusa nella monografia numero 5 della collana I
QUADERNI di POIEIN, curatore Giammario Lucini, ha per titolo
Canti della prossimità.
Dalle note critiche di Lucini traiamo: “La prima parte, intitolata
Infravoci, è una serie di quadri lirico-onorici che traducono per
immagini il suo modo di porsi nei confronti della parola-poesia, la
gravità dell’interrogazione sul perché della scrittura, del suo ruolo di
donna che scrive. Le immagini e le metafore sono orientate all’apertura
(le frequenti allusioni a paesaggi aperti, alla natura, o a significanti
particolari come la “password”, i “balconi”, i “link”). In questo mondo
pieno e aperto accade un quotidiano di simboli che rimandano ad una
cosmogonia che continuamente si rinnova. Nella seconda sezione, Curve
saranno le città, l’allusione si sposta dalla parola
alla realtà, nell’augurio o forse nella pre-figurazione di una civiltà
della poesia, dove venga recuperata la saggezza materna della terra. Per
la poeta un modo diverso di vedere il mondo, che è un ri-vedere con gli
occhi sapienti delle civiltà antiche i segni materni cancellati dalla
cultura maschile della competizione e della contrapposizione. Si passa
così da un piano lirico-simbolico, dove all’apparenza si gioca il senso
delle liriche, a un piano antropologico, che delinea una ricca tematica
culturale ispirata ai valori del femminile. La poesia ha pertanto il
compito di cercare l’anima della storia o meglio dell’umanità per
celebrarla, ricrearla e tramandarla nel futuro. L’autrice esprime da una
parte la riflessione sul senso generale della poesia, dall’altra la
dichiarazione di un ruolo e di un impegno culturale.”
E Marco Ercolani
afferma: “Una scrittura metricamente oscillante, consapevole ma onirica,
strana e familiare insieme, dove al linguaggio scientifico ed epigrafico
si alternano magici ritmi di danza e cerchi streganti, come in un incendio
mai spento le braci scintillano sempre”.
Le superiori accorte
osservazioni sintetizzano il nucleo del dettato di Annamaria Ferramosca. È
agile dunque l’ufficio di addurre in questa breve nota, a supporto di
esse, talune esemplificazioni riguardo alle formulazioni, alle invenzioni
liriche, agli esiti di questa silloge, che consta di sole 17 poesie,
segnata da “un verso pulito, ottimo respiro prosodico e un linguaggio
attento alle sottigliezze espressive e semantiche”, dalla “coesione
tematica interna alle due e fra le due sezioni”, il cui “lessico trova
inattese suggestioni e l’immaginario fertili territori”. Ne approntiamo
una, arbitraria ma speriamo intrigante, selezione:
S’ammutina … al passo
muto del tempo
questa dis-lingua che
… non traduce
il cumulo di angoscia
che deborda dagli zaini.
Mentre cadono sullo
schermo le costellazioni
risuona nelle vene
alla madre
minuscolo corpo …
adagiato sull’addomepianeta.
Donna-scoglio
la fronte alta contro
le nebulose
sulla nuca il peso
del cielo
resto inchiodata a
una catena di punti interrogativi.
Il loro profilo è
un’onda
password che rivela …
noi sintetici-umani
nuovi di pelle e
microchip … in molecole cosmiche
pulviscolo che naviga
dalla tua alla mia fronte
a farmi vivere
scrivere.
Abbandonate a valle
parole opache di città
storie lontanissime
mi piovono sulle tempie.
Da registrare, oltre
a taluni rapidi passi nel suo dialetto salentino, che al libro è allegato
un prezioso CD nel quale la voce dell’Autrice ci porge suadente i suoi
diciassette testi.
Marco
Scalabrino
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