Home          Titoli         Autori           Acquisti                        

Il premio Franco Fortini

 

 

 

Clicca qui per leggere il bando

 

Clicca qui per leggere le comunicazioni di servizio

 

Franco Lattes (Fortini è lo pseudonimo, che corrisponde al cognome della madre), classe 1917, livornese, è senza dubbio uno dei più discussi ma anche dei più colti e innovativi intellettuali del '900.  La sua attività culturale e artistica è poliedrica e spazia (specie nella critica) in molti campi della cultura.  Non era un personaggio facile ed a molti è insopportabile una certa vena ideologica che caratterizza i suoi giudizi e per il carattere piuttosto brusco.

Il premio non intende entrare nel merito delle intricate (e spesso dolorose, a causa delle persecuzioni fasciste al padre, ebreo, e a lui stesso) questioni della sua vita e del suo pensiero, ma semplicemente rendere omaggio ad un intellettuale fra i più significativi del '900, che è oggi quasi dimenticato, o meglio, sussurrato appena, quasi per paura di infastidire alcuni "ambienti" (lobbies) della cultura.

 

Le opere saranno selezionate da giurati (poeti e critici di nostra fiducia, di diversa formazione e orientamento culturale ed estetico) di cui non si farà il nome, se non a posteriori, per evitare che essi lavorino in situazione di stress.  Gli stessi giurati riceveranno le opere senza il nome dell'autore, ma contrassegnate soltanto da una sigla.  Essi sceglieranno una diecina/dozzina  di finalisti.  Fra costoro, un presidente anch'esso anonimo sino alla proclamazione dei vincitori, sceglierà il terzetto di opere premiate.  A quel punto sapremo nome e cognome dei finalisti e dei membri della giuria. 

Queste norme servono a garantire, per quanto possibile, una scelta serena e a disincentivare la partecipazione di chi, al di là del valore dubbio o chiaro dei propri scritti, cerca sempre di tormentare i giurati con le sue pretese implicite o esplicitate.  Al premio Fortini invece deve essere giudicata l'opera, non l'autore. Non abbiamo infatti premi "alla carriera" che meglio si adattano a quello scopo. Il prossimo anno la giuria sarà comunque formata da altri nominativi.

 

Non ci sono pertanto filosofie particolari dietro a questo premio (spesso gli intellettuali in vista come Pasolini, o Turoldo, o altri fra i quali Fortini) vengono considerati di parte ideologica, e senz'altro lo saranno anche stati.  Ma c'è un tempo per l'agone politico e un tempo per la riflessione e la giusta collocazione storica di questi personaggi, fra i quali Gramsci ad esempio, o per altri versi Ezra Pound e altri intellettuali considerati "di destra".  Nella cultura non c'entra la destra e la sinistra politica: c'entrano le argomentazioni, la congruenza e la forza rispetto a una visione del mondo, senza mascheramenti.

Ci auguriamo pertanto che questo concorso susciti molte adesioni e gli autori inviino le loro opere in questo spirito di sana competizione - che il Italia, il Paese delle raccomandazioni, è sempre più raro.

 

 Hit Counter