Gianmario Lucini

Francesca Medaglia

Asimmetrie ibride

nella poesia di Antonino Contiliano

 

ISBN 978-88-98677-43-6,   pp. 208, € 15,00

 

 

 

Antonino Contiliano è noto soprattutto nel palermitano e nel trapanese (vive infatti a Marsala) per la sua instancabile attività di poeta, di critico letterario, saggista e organizzatore di eventi culturali di livello. Neòlla sua vita ha sempre fatto l'insegnante e il Dirigente Scolastico, prima nell'Italia del nord e poi a Palermo, Mazara e Marsala, sino alla pensione. Nino è un carattere semplice, diretto e scomodo. La sua poesia è un intreccio di profonda motivazione etica, di militanza politica, di lirismo a volte elegiaco, o a volte di caustico sarcasmo combinato con un gioco abilissimo del linguaggio. Ha fatto parte dell'Antigruppo Siciliano, un movimento culturale e poetico nato nel 1966, in opposizione al famoso "Gruppo 63" e nello stesso tempo alla poesia allora più celebrata e all'ermetismo, con le personalità di Ungaretti e di Montale in posizione apicale. All'antigruppo aderirono personalità poetiche di rilievo, come Nat Scamacca, Rolando Certa, Gianni Diecidue, Franco Di Marco,Carmelo Pirrera, Crescenzio Cane, Ignazio Apolloni, Pietro Terminelli, Emanuele Mandarà, Santo Calì e altri. L'antigruppo prese contatti con diversi gruppi simili in tutto il mondo e, nel tempo, ebbe l'apprezzamento e la partecipazione di Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta (che è considerato il poeta siciliano più rappresentativo di finre sccolo), Melo Freni, Antonio Uccello, Danilo Dolci, Lawrence Ferlinghetti, Giuseppe Zagarrio, Roberto Roversi, Robert Bly.

La produzione poetica e saggistica di Contiliano è sterminata anche se, per gli impegni di lavoro come Preside e la difficoltà oggettiva nel leggere alcuni suoi saggi (molto eruditi e specialistici), non hanno mai permesso alla sua poetica di essere conosciuta e diffusa, anche all'interno della stessa area del trapanese/palermitano, come si è detto. Nondimeno Contiliano è comunque uno degli intellettuali e poeti più apprezzati, ed è sempre molto attivo (d'estate, ad esempio, si mette di sera con alcuni amici sullo scoglio estremo della penisola di Marsala (dove sarebbe sbarcato Garibaldi) e recita poesie per chi passa lungo la strada: si fa sempre una ressa di persone e di turisti che ascoltano i vari poeti intervenuti, commentano, chiedono, discutono... questa è la bella follia di Contiliano, un poeta appassionato della poesia non solo a parole ma nei fatti.

Francesca Medaglia è una giovane ricercatrice che abita a Roma e che ha avuto la pazienza di leggersi i principali (colti e difficili) saggi di Contiliano, per estrarne i capisaldi della sua poetica. Ne nasce un libro interessante, il cui principale valore sta, crediamo, nella elaborazione di un senso diverso di fare poesia, basato sul dialogo, sulla condivisione, sulla scrittura a più mani, sulla contaminazione e l'ibridazione culturale, una poetica insomma che esalta non tanto l'autore che scrive, ma la scrittura come comunicazione, come condivisione, come dialettica, come sperimentazione.

Un lavoro, quello di Francesca, molto documentato, con una gran quantità di interventi di alto livello di nomi molto noti della poesia siciliana e italiana (ad esempio G. Pirrelli, G. Moio, P. Di Giorgi, L. Zinna, V. Figlioli, R, Matera, S. Lanuzza, V. Ambrosecchio, I. Marusso, G. Giacalone, F. Vinci, E. Lucrezi, F. Alaimo, V. Cuccaroni, G. Panella e altri), e tendenti più a fornire un'dea di poesia diversa e a "più mani", e non soltanto di introdurre il lettore alla poetica di Contiliano.

La copertina è di Giacomo Cuttone, un artista marsalese che ha già collaborato con le nostre edizioni per due titoli (G. Lucini, Canto dei bambini perduti e A. Éderle, Il deserto di Uség) e che da sempre collabora con Contiliano per iniziative culturali sul territorio e, ovviamente, per le copertine dei suoi libri.

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