Gianmario Lucini

 

Nadia Chiaverini

I segreti dell'Universo

 

ISBN 978-88898-677-20-7, pp. 64,  € 9,00

 

 

 

Nadia Chiaverini desidera ardentemente  "abitare le parole come una casa", mettersi al riparo dal tempo che scorre e "dilava".

Per restituire alla parole la luce che hanno perso, Chiaverini si mette in ascolto del silenzio profondo che si è insinuato dentro alle cose.

In questa raccolta il silenzio ha una voce femminile e  "comincerà a parlare \  come una madre".

Parlano, i segreti, nei luoghi più deserti della mente: sono voci nelle "pietre dei torrenti", nelle "sabbie del deserto". Anche quando il tempo è sospeso,  "disperso nell'inazione" la poesia sa attendere che qualcosa si muova e parli. Sostiene, questa paziente attesa, la fiducia che ci sia  "sempre un vento che scompiglia i segreti" (p. 18)

Le parole tentano, in questa raccolta, di ritrovare la luce smarrita ("nessuna luce nelle parole"). Non si fanno più "brandire le parole/come un'ascia" (p. 14), sono oramai "parole senza senso" (17), da raccattare nel tentativo di "scavare il filo del discorso".

La poesia è una Cassandra  fragile "come un fiore di vetro”; ha il dono terribile della profezia ma non viene ascoltata.

 [Giovanna Iorio]

 

 

♦♦♦

 

Accettare il tempo

delle domande senza risposte

mentre si stempera e dilava

la collera che più non m’appartiene.

Abitare le parole come una casa

adattarle al corpo come un abito da sera

nuova dimora il tempo che consola.

finché il silenzio eterno comincerà a parlare

come una madre che non si dà pace

perché ormai il tempo è scaduto

come un piccione finito sul selciato.

  

 

Cassandra

  

Cronaca resoconto racconto

l’immagine nello specchio si stempera

e incolla come tela di ragno

pelle di serpente che si rinnova

come un altro sguardo

colpevole mi sento quando sottolineo

un nome e non un altro

perché l’autentico è una brutta strega posseduta ossessa

d’una strana abbondanza contorta come un nodo

un punto sordo nel cuore per poter udire il non detto

fragile cassandra come un fiore di vetro.

 

 

♦♦♦

 

Sei anche tutto ciò che non ricordi

un lucore negli occhi

che già guardano altrove

un sorriso appena accennato

una folata di vento improvviso

un passerotto caduto dal nido

non c’è offesa

nel gettare le armi, firmare la resa

aspirare alla calma in attesa

d’una linea sfocata all’orizzonte, illibata.

 

 

♦♦♦

 

Scatole grandi per i vestiti

scatole piccole di plastica

di cartone, di peltro

scatole a fiori, a righe,

di tutti i colori

scatole di legno, tonde,

quadrate , a rettangolo

scatole per scarpe,

puntine da disegno, clips, temperamatite

scatole impilate per raccogliere

ordinare nascondere

mai riusciranno a contenere i pensieri

alte torri di guardia

da cui sorvegliare ogni cosa

alla ricerca di una vocazione, di una identità,

di una privata felicità.

 

 

♦♦♦

 

Una verità un colore un sogno

giro a vuoto sul postmoderno              

rigenerare il tempo e lo spazio

implosione di un abbraccio

e potere al telecomando.

Palinsesto TV

il silenzio non esiste più

e la musica gira intorno

un’invasione di sottofondo

è solo un modo di stare insieme

una perenne distrazione

la fuga dalla realtà

un vuoto di senso

che la vita contiene.

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