Gianmario Lucini

Serenella Gatti Linares

Sognando un mondo senza età

 

ISBN 978-88898-677-39-9, pp. 120,  € 12,00

 

 

 

Da esperienze uniche e irripetibili, come la lotta per il divorzio, per il diritto d’aborto, per l’autodeterminazione e il rifiuto degli stereotipi di genere, per la libertà in campo sessuale, affettivo, professionale, le donne come Serenella Gatti Linares hanno riportato un sapere profondo e personalissimo, che riversano nel loro strumento comunicativo d’elezione che è, per Serenella, e per molte di noi, la poesia.

E se, come si diceva allora, il personale è politico, sono proprio l’esperienza quotidiana, le trasformazioni del corpo, le nuove acquisizioni della mente, la forza delle relazioni quello che lei trasferisce ora in poesia, dopo i racconti in parte ancora inediti e la prova narrativa Era ed è ancora.

Una poesia che disegna l’esperienza di una new aged serendipity, di una maturità rivisitata, priva di marchi e di etichettature, a contatto col passato ma anche col presente, con perdite dolorose e scoperte entusiasmanti, in un territorio urbano che si offre, a chi sa apprezzarne le grandissime opportunità, come un mare non ancora percorso, un infinito di sempre nuove esperienze.

Perché se è vero che il “vaso di porcellana” della propria splendente bellezza appare forse lievemente incrinato, se è vero che alcune crepe percorrono le pianure vastissime degli incontri e degli allontanamenti, è pur vero che la vitalissima forza delle nuove femmes fortes del XXI^ secolo attraversa gli oceani metropolitani raccogliendone le sfide e meticciandone le rotte, in vista di sempre nuove e non banali mete culturali.

Le origini, i legami familiari, gli affetti, la sorellanza di sangue e fra donne riempiono queste pagine dove la natura, ma anche gli interni e la città pullulano di vite, rimarcando i grandi temi civili del secolo scorso (la Resistenza, la nascita del Femminismo, la Shoah) e quelli dei nostri anni come la lotta alla violenza sulle donne, le discriminazioni razziali, le nuove povertà, i respingimenti degli immigrati.  

[Loredana Magazzeni]

 

 

 

◊◊◊

 

come vaso incrinato

reperto archeologico

vaso di famiglia incollato

vetro d’un negozio scheggiato

dopo lo sparo di un rapinatore

 

sono in un crepaccio

in cui dall’alto penetra la luce

 

  

◊◊◊

 

corpo è il corpo

non puoi farci niente

importante il contatto

col sapere del corpo

corpo offeso umiliato ferito

valorizzato amato sublimato

ognuno ha il suo corpo

il corpo che ha deciso di avere

il corpo del teatro fisico

del soffio vitale dell’altro

del contatto casuale

della prima volta

in cui ha sfiorato un altro corpo

dell’ultima in cui lo farà

il corpo ha ragione

è molto molto lento

danzare col corpo

resistere alla violenza

corpo è il corpo

l’orlo esterno dell’anima

 

 

◊◊◊

 

paesaggio grigio di nebbia

venti in movimento

oceani voragini colline:

l’ecografia del mio addome

ecostruttura addensata

vie biliari dilatate

fegato aumentato di volume

per troppi dolci ingurgitati

per troppa rabbia trattenuta

 

 

◊◊◊

 

la mano neonata col braccialetto in ospedale

la mano un po’ più grande con un’automobilina

i ricciolini in movimento

le maglie da calcio sporche di fango

braccia e gambe ingessate

e poi le parolacce dentro la bocca

la ribellione gli spinelli

le unghie rosicchiate queste sono restate

 

ora che sei adulto

sei proprio tu mio figlio

con la testa pelata i tatuaggi

la solitudine l’allegria

 

prima di andare a vivere da solo

per l’ultima volta ho visto

il dopobarba nel mio bagno

troppe sedie troppe posate

per ospiti che non ci sono

 

ora mangiamo le mentine allo stesso modo

giuriamo di scioglierle lentamente

ora mi abbracci in modo leggero

ora mi mandi baci come allora

che donna superficiale sarei stata

se tu non fossi nato

 

 

◊◊◊

 

causa neve tutti gli eventi

rimandati “a data da destinarsi”

come la data della nostra fine

perché perché amori morti miei

venite a trovarmi solo in sogno?

Per una volta

solo per una volta ancora

sediamoci di fronte

beviamoci un bicchiere di vino rosso

come una volta

 

 

◊◊◊

 

importante il lampadario che non oscilla

non so se sarà l’ultima volta

che lavo la caffettiera

levo le briciole dal tavolo

lavo i denti

la prossima scossa potrebbe essere definitiva

è un miracolo alzarsi

trovare tutto come prima

 

se anche cadrà la casa

ci sono stati anni immobili tranquilli

di silenzio pace piccoli rumori

a tenere compagnia

e pensieri pensieri   pensieri

Hit Counter