Gianmario Lucini

Urszula Kozioł

20 poesie

 

ISBN 978-88-98677-32-0 -Formato 17 x 23, pp. 48,  € 8,00

 

 

 La sua poesia abbina abilmente la  riflessione filosofica alla sensualità, rivela i condizionamenti biologici e storici dell’esistenza. Stanisław Barańczak, poeta, critico letterario, prestigioso interprete di Shakespeare e uno dei più importanti creatori della Nouvelle Vague polacca, ha scritto sulla poesia di Urszula Kozioł: „Il mondo dell’uomo e il mondo della natura sono presenti nella poesia di Urszula Kozioł come mondi pericolosamente isolati e ostili: se qualcosa li unisce, è il rapporto di reciproca intransigente lotta, a causa della quale l’uomo coesiste con la natura in uno stato di equilibrio instabile, che in qualsiasi momento può far pendere il piatto della bilancia verso la rovina umana”.

Il titolo stesso dell’ultima raccolta uscita nel 2010 – “Horrendum” – è un’eloquente immagine del mondo inteso come minaccia. Si potrebbe dire che questo titolo, dato a una raccolta nella quale l’ammirazione per la natura si unisce alla esplicita questione del trascorrere della vita, costituisca una definizione poetica del mondo intero.

Nelle sue poesie Urszula Kozioł prende la parola su questioni importanti, anche pubbliche. La protagonista della sua lirica è curiosa del mondo, ama i viaggi. Negli anni ’90 si aprirono le frontiere della Polonia. I progetti della poetessa-viaggiatrice poterono essere attuati in misura maggiore. Nel 1974, nel suo articolo “Il viaggio”, scriveva: “Il viaggio ci permette di realizzare quel sogno che forse ci portiamo dietro dall’infanzia, di essere qualcuno diverso da quello che si è di solito, di essere se stessi diversamente”.[ Paolo Statuti]

                                                                                                                                   

 

Przepis na danie mięsne

 

Trzeba mieć tylko nóż

trzeba mieć gładki kamień

ostrzem wypieścić głaz aż głaz się odwzajemni

nóż ma być bezszelestny a jego połysk giętki

ma wchłonąć twardą czułość i unerwienie rąk

Wszystko co potem proste

Pień deska Szczypta soli

Zieleń do smaku oczom

I listek laurowy

Wszystko co potem zwykłe

Bo cała rzecz w przyprawach

(Pamiętaj też o misie i zestawieniu barw)

O ogień dzisiaj łatwo dzięki Prometejowi.

Byle był nóż i kamień.

Oraz uległy kark.

 

1956

 

 

Ricetta per un piatto di carne

 

Occorre avere un coltello

occorre una pietra liscia

con la lama accarezzarla finché contraccambierà

il coltello dev’essere quieto e flessibile il luccichio

per assorbire la dura tenerezza e nervatura delle mani

Il resto è semplice

Un ceppo una tavola Una presa di sale

L’erbetta per la gioia degli occhi

E una foglietta di lauro

Il resto è normale

Perché tutto sta negli aromi

(Non scordare la scodella e l’accostamento dei colori)

Il fuoco oggi è cosa facile grazie a Prometeo.

Purché ci sia il coltello e la pietra.

Nonché un collo docile.

 

1956

 

 

 

Miecz Damoklesa

 

Miecz Damoklesa nad Madejowym łożem

oto jakie są moje sny

 

głaz nad urwiskiem, którego kurczowo się trzymam

rusza się niby mleczny ząb

w ustach dziecka

 

oto jaka jest moja jawa

 

mimo to w każdej chwili od nowa

gotowa jestem śpiewać moją miłość do ciebie

wiesz, że do ciebie

 

i w każdej chwili na nowo

umieram z zachwytu

nad urodą tego świata

 

choć ten właśnie wyślizguje mi się z rąk

 

2005

 

 

La spada di Damocle

 

la spada di Damocle su un letto di torture

ecco come sono i miei sogni

 

un masso su un dirupo, cui mi aggrappo convulsamente

si muove come un dente di latte

nella bocca di un bambino

 

ecco com’è la mia veglia

 

malgrado ciò in ogni istante di nuovo

sono pronta a cantare il mio amore per te

sai, che per te

 

e in ogni istante nuovamente

muoio di estasi

per la belleza di questo mondo

 

benché proprio esso mi sfugga di mano

 

2005

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