Gianmario Lucini

Luisella Pisottu

Il giorno fiorisce sull'acqua

 

ISBN 978-88-98677-21-4  pp. 56,  € 8,00

 

 

 

Questa raccolta, più delle precedenti, appare molto articolata in frammenti, che sembrano come strappati o conquistati a un flusso che trascina in altre direzioni e in altri pensieri. In altre parole, è come se l’autrice si fermasse a “registrare” l’astrolabio del suo esser-ci e fare “il punto” della sua posizione nel mondo. Questa poesia è, dunque, non per chi va, ma per chi si ferma o meglio, per chi vuole sostare. Così come vale di più una sonora risata per una zeppa che si scolla dal sandalo, piuttosto di tanti discorsi seriosi, specie se c’è luce, mare, la bellezza della vita che dispiega la sua allegria. Il giorno fiorisce su quest’acqua che va, e però non deve “andare” ma piuttosto “lasciarsi andare”. Io credo che questo sia, se vi è, il sostrato filosofico, l’idea di fondo che tiene insieme in un unico orizzonte le quattro sezioni di questa raccolta, che sono momenti fermati nel flusso di quattro anni di vita “ordinaria” come la vita di ognuno di noi, ma insieme “straordinaria”, quando si riflette su questa ordinarietà e la si ristruttura in positivo, con la naturale fiducia che l’essere umano ha nell’avvenire, anche nei momenti difficili.[...]

Vorrei soltanto far notare, in questa raccolta, l’adesione alla concretezza del reale, rispetto alle precedenti, più orientate alla riflessione, forse più astratte. Qui invece la dimensione più indagata è il quotidiano, quasi una cronaca, un diario della vita che scorre, momenti che vengono poi strutturati in quattro distinte sezioni, ma che in realtà sono un unico flusso di vita vissuta, dove tutto si rimescola aggirandosi intorno alla domanda di fondo, che a mio avviso consiste nella ricerca di un senso del proprio essere nel mondo, come emerge ancor più esplicitamente nella terza e quarta sezione della raccolta. E, paradossalmente, il senso viene trovato proprio nel confronto con la realtà concreta, quando il prensato s’incarna nell’agire con le persone, con le cose e il paesaggio fino ad esclamare “Ora che sei capisco / per chi il cammino, / cercando senza tregua / una me diversa”. Il “Sé” infatti non è mai una scoperta definitiva che si raggiunge con la maturità, ma una scoperta che non si raggiunge mai perché è appunto il senso che cerchiamo, sempre più profondo e mai definitivo, l’inson-dabile “legame tra il mondo che passa /e il segno che resta” fino a trovare il mistero e l’indicibile che tutto chiarisce e che appaga ogni ansia.

 

 

IX

 

Un boato il vento

sulla superficie liquida dei giorni

spuma e ruoli a frangersi.

Nel profondo

atemporale

il codice dell’anima.

 

 

 

X

  

Il battito si fa respiro.

Le mareggiate sull'isola

hanno il sapore di una ripresa di fiato

 

da schiume turbinanti

il passo del viandante.

 

 

*

 

Incorollate mani carezzano il deserto

strepiti su un muro di silenzio.

 

Scontato parlare, vociare di sirene

il nostro tempo distratto

su cui la sorte dell'altro scivola

viscosa e lontana.

 

Non ci sorprende

né indigna

il passo condizionato

la parola inascoltata.

Le menti a piangere

terre aride di spine.

 

Si toglie fuoco al fuoco

linfa al creare.

 

 

*

 

Gabriele,

per te

l'immagine limpida di un giugno

che al crepuscolo si fissa su una duna

la chiarezza del paesaggio

che torna a vivificare.

 

Per te il crepitio di gennaio che chiama casa,

gli abbracci di maggio

sensuali

nel tratto e nel respiro.

 

Per te ottobre 

sia gioco di foglie.

Meraviglia.

Canto.

 

 

*

 

Parole dette, lasciate sfuggire;

quante volte vorrei raccoglierle,

con dolcezza porgerle

a chi le ha lasciate andare

inavvertitamente cadere

graffiare o fare tonfi

o rimanere sospese.

Vorrei con garbo restituirle

e dire: “ Signore, Signora, questa è sua!

Tenga, faccia attenzione,

una parola caduta ha un volo basso

ha bisogno d’aiuto,

con un po’ di cura potrebbe planare.

 

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Note di lettura

 

Antonio Fiori

 

Luisella Pisottu

Il giorno fiorisce sull'acqua

CFR - 2014

 

Davvero una poesia dedicata a chi vuol sostare, come dice Lucini nella sua affettuosa prefazione.

Luisella Pisottu si conferma uno dei pochi poeti che vivono nel sorriso, vocati alla natura, alla fiducia ostinatamente confermata nell'amore e nel futuro, anche quando la vita si riempie di fatiche, paure, dolorosi addii. La dedica d'apertura è un biglietto da visita che condensa l'intera silloge: ci sono, riuniti in un unico abbraccio, la sua famiglia, la voce del mare, i frutteti in primavera, il prodigio delle piante e degli insetti, il mistero di nuovi mondi. La raccolta è la quarta della nostra autrice ed è suddivisa in quattro sezioni: paesaggi, quadri di vita, luci, dettagli. I testi sono per lo più brevi, in versi liberi, quasi sempre senza titolo, frammenti: Al mattino orme/ spezzano le linee del vento/ passi verso l'orizzonte. Il giorno fiorisce sull'acqua. Ascoltiamola ancora questa poesia dei silenzi, che cerca sempre di farsi più leggera della parole che usa:

 

Illusione la parola

si allunga e scompare

Quel che resta è il silenzio.

*

Esiste un ritmo, una grazia

nell'assenza di parola, nelle azioni lente.

C'è un linguaggio amoroso che è nido e madre.

*

Il silenzio apre

lascia carezze

come voce ascolta il nascere.

*

Accartocciato

aspetta il chiaro del mattino

il respiro.

Ma si fanno strada pian piano nella poesia anche la casa, la città (la sua 'Sassari'), gli affetti (Il tuo piedino accanto a un sostanzioso tomo/ schiuso sul letto/ accostato alla letteratura della vita/ il tuo tenero piede), i dettagli (Ci son serate che si spengono/ come scarpe e borse sul pavimento/ emozioni distillate/ scucite dentro; in una 'cabina per fototessera' ...era rimasta una foto, un viso fermo/ sulla striscia di carta fotografica/ una vita/ come una tenda sollevata). E al termine della lettura abbiamo la sensazione di aver ricevuto un dono.

 

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