Gianmario Lucini

Boris Pasternak

30 poesie scelte

 

ISBN 978-88898-677-14-6 -Formato 17 x 23, pp. 64,  € 10,00

 

 

 

Autore di primo piano nella letteratura del '900, anche se la sua fortuna letteraria e il suo successo è dovuto a una serie di eventi fortunati che ruotano intorno alla sua maggiore opera (il noto romanzo Il dottor Živago - in russo: До́ктор Жива́го pubblicato per la prima volta il Italia nel 1957 e dal quale fu tratto nel 1965 anche un celebre film diretto da David Lean).

Pasternak è comunque un autore di primo piano nel '900. La sua "anima russa" traspare vieppiù nelle poesie che in Italia sono state tradotte da oltre 50 anni dall'ottimo Angelo Maria Ripellino, di cui Paolo Statuti e Claudia Scandura (rispettivamente il traduttore e la prefatrice di questa parziale edizione) furono a suo tempo allievi. Paolo Statuti vive in Polonia e già lo abbiamo apprezzato per le traduzioni di Małgorzata Hillar. Paola Scandura invece insegna lingua e letteratura Russa allUniversità Sapienza di Roma. Oltre a quella einaudiana, circolano altre traduzioni dell'opera di poesia di Pasternak, tutte datate, per cui si sentiva l'esigenza di un intervento in questo senso, soprattutto se affidato a mani esperte.

Due interpreti d'eccezione, quindi, per quest'ampia scelta di poesie che percorrono tutta la vita di Pasternak, dagli esordi negli anni '10 alla morte.

 

 

 

 

После вьюги

 

После угомонившейся вьюги

Наступает в округе покой.

Я прислушиваюсь на досуге

К голосам детворы за рекой.

 

Я наверно, неправ, я ошибся,

Я ослеп, я лишился ума.

Белой женщиной мертвой из гипса

Наземь падает навзничь зима.

 

Небо сверху любуется лепкой

Мертвых, крепко придавленных век.

Всё в снегу: двор и каждая щепка,

И на дереве каждый побег.

 

Лед реки, переезд и платформа,

Лес, и рельсы, и насыпь, и ров

Отлились в безупречные формы

Без неровностей и без углов.

 

Ночью, сном не успевши забыться,

В просветленьи вскочивши с софы,

Целый мир уложить на странице,

Уместиться в границах строфы.

 

Как изваяны пни и коряги,

И кусты на речном берегу,

Море крыш возвести на бумаге,

Целый мир, целый город в снегу.

 

(1957)

 

 

 

Dopo la bufera di neve

 

La bufera di neve è passata

E di nuovo si stende la quiete.

Nell’ozio mi metto ad ascoltare

Le voci dei bambini oltre il fiume.

 

Forse non ho ragione, ho sbagliato,

E’ stato un abbaglio, ho perso il senno.

Come morta bianca donna di gesso

Cade a terra supino l’inverno.

 

Il cielo dall’alto ammira lo stucco

Delle morte palpebre premute.

La neve copre il cortile e ogni scheggia,

E sull’albero ogni germoglio.

 

Il fiume, la sbarra e la banchina,

Il bosco, le rotaie e il fossato –

Tutto ha preso una forma perfetta,

Senza angoli e senza asperità.

 

Di notte, ormai quasi assopito,

In un afflato balzare dal sofà,

Tutto il mondo porre in un foglio,

Far entrare tutto in una strofa.

 

Sembrano scolpiti i tronchi e i ceppi

E i cespugli sulla riva del fiume,

Sulla carta alzare un mare di tetti,

Tutto il mondo e la città innevata.

 

(1957)

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