Gianmario Lucini

Erik Lindner

Tijdelijke halte - Fermata provvisoria

Presentato a Pordenonelegge 2013

Traduzione di Pierluigi Lanfranchi - Testo olandese a fronte

 

ISBN 978-88-897224-98-3- pp. 48,  € 10,00    - Richiedere a gianmariolucini@gmail.com

 

 

Inizia con questa pubblicazione la nuova collana di traduzioni, curata da Daniela Sartogo, Simona Cesana, Christian Sinicco, Dome Bulfaro e Gianmario Lucini. Prima di dicembre saranno pubblicati due quaderni dedicati a due poeti del 900 polacco e russo: Malgorzata Hillar (deceduta qualche anno fa) e Boris Pasternak e in primavera altri due, già programmati, tradotti da Paolo Statuti, un allievo del bravissimo Angelo Maria Ripellino (forse il miglior traduttore dalle lingua slave del '900).

Le pubblicazioni avranno il "testo a fronte" nel senso pieno della parola, perché il formato particolare (cm. 23 x cm 17 in  altezza) consente un'agevole lettura dell'originale e della traduzione sulla stessa pagina.

 

Erik Lindner è un giovane poeta olandese (43 anni)  che ha un notevole successo in patria, ed è stato già tradotto in varie lingue. Questa è la sua prima traduzione in lingua italiana, ad opera di Pierluigi Lanfranchi. La sua poesia è originale (almeno per noi italiani), priva di lirismi e spunti elegiaci, concreta e fantastica nello stesso tempo, con  forti richiami ad immagini inedite e simboliche, a situazioni emblematiche e insieme sfuggenti, descrizioni che a volte sembrano sequenze cinematografiche, e una forte carica riflessiva.

Uno modo di scrivere certamente inedito in Italia, diverso dalla nostra poesia e per questo stimolante.

 

Nota dell’autore

  

All’Aia, la città in cui sono nato e cresciuto, le linee dei tram subiscono spesso delle deviazioni. Rotterdam fu bombardata durante la guerra, l’Aia si bombarda da sé, dice la gente. A causa della costruzione di nuovi edifici, delle ristrutturazioni, dell’asfaltatura delle strade il tram fa un percorso alternativo. Il posto in cui si scende e si sale è chiamato fermata provvisoria. Di norma la fermata porta il nome della strada dove ci si trova “Spui” o “Buitenhof”, ma se il tram subisce una deviazione, sul cartello c’è scritto semplicemente “fermata provvisoria”. Dal cartello della fermata non è più possibile capire dove ti trovi esattamente.

Forse tutta l’Aia è una fermata provvisoria, anche se è strano dire così di un posto dove sei nato e deve hai vissuto per decenni.

 

Quando vivevo all’Aia viaggiavo relativamente molto, in posti dove soffia un vento diverso, dove ci sono montagne e le evanescenti frontiere dell’Europa. Il 18 settembre 1994 feci la conoscenza della tramontana, un vento gelido che mi sollevò da terra e mi strappò via gli occhiali dalla faccia. Ritrovai una lente su una scala di metallo usurata, dietro una lastra di vetro. Per fortuna lì accanto c’era un pezzo di legno con cui ho potuto recuperare la lente. Accadde a Port Bou, il posto in cui morì il filosofo Walter Benjamin.

 

Er loopt een trap de zee in

een golf slaat over een trede

 

een schip dat aan zijn kettingen trekt

zijn romp uitzet

 

een chauffeur opent het portier van de rijdende auto

en spuugt de betelnoot op de wegglijdende grond

 

een rollende sigaret spuwt vonken in het rond

 

bladeren kletteren tegen de passerende wagon

een man houdt in de metro zijn helm op

 

er is de regen die het vuur dooft

 

er is een hond die over twee schapen waakt

het veld langs draaft

 

een trap aflopen

 

je afzetten op een tree.

 

 

(Traduzione)

 

Una scala scende nel mare

sul gradino un’onda si frange

 

Una barca che tira le catene

dilata il suo scafo

 

un autista apre la portiera di un’auto in corsa

e sputa la noce di betel al suolo sfuggente

 

una sigaretta rotolando sparge scintille tutt’attorno

 

le foglie sferzano il vagone che passa

un uomo tiene in testa il suo casco nel metrò

 

c’è la pioggia che spegne il fuoco

 

c’è un cane che fa la guardia a due pecore

corre lungo il campo

 

scendere una scala

 

prendere slancio dal gradino.

 

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Klockmann

 

                                                Voor Ruth

 

Als er een god zou bestaan dan had die jou gemaakt

je buik geslepen waar hij lucht in blaast

met mond en balg je bloeden gestelpt

en geringeloord aan een riem of een ketting

verschoven naar een koele plaats in de oven

 

het paard is het enige schaakstuk met ogen

zijn manen staan strak als graten en vinnen

zijn snuit reikt naar de gleuf van de loper

het kruis van de koning de toren en pion

het bolletje op de hoed van de koningin

 

maar god wordt ruilverkaveling bitterkoek

of geanodiseerd het dubbeltje de zeesterren

trap op de kermis het rad van de watermolen

net niet onderwater de snorharen van een otter

juwelen van een mens die zich baadt en droogt.

 

 

Klockmann (Traduzione)

 

                                                 a Ruth

 

Se un dio esistesse, sarebbe stato lui a crearti

avrebbe limato il tuo ventre per soffiarci dentro l’aria

con bocca e soffietto avrebbe arrestato il tuo sangue

e condotta al guinzaglio o in catene

ti avrebbe fatto scivolare in un posto fresco nel forno

 

il cavallo è l’unico pezzo degli scacchi ad avere occhi

i peli della sua criniera sono rigidi come lische e pinne

il suo muso si tende verso la fessura dell’alfiere

la croce del re la torre e il pedone

la sfera sul copricapo della regina

 

ma ormai dio è una permuta un amaretto

o viene anodizzato la monetina le stelle marine

una scala alla fiera la ruota del mulino ad acqua

non del tutto sommersa i baffi di una lontra

i gioielli di qualcuno che fa il bagno e si asciuga.

 

_______________________

 

De tramontane

 

Voor de kust rust de duiker in zijn verhaal

en tekent kaal de bergwand aan het strand.

De wind snijdt het verhaal en slijt en slijpt

bladeren van de platanen – het raamkozijn.

 

Ik kwam met de wind mee voor dit verhaal.

De reis vertelde een man liep over de berg

en het verhaal loopt dood op zee. De wind

 

speelt heer op zijn graf. En de duiker raakt

bekneld tussen het steen, de helpers duiken

op en de wind verplettert de deining de zee.

 

De duiker schildert windvlagen voor de kust.

De bergwand bloeit. En het graf is een trede

naar het koraal in een spelonk op de bodem

boven de kleurgravure van het bloemgordijn.

 

 

La tramontana (traduzione)

 

Sulla riva riposa il palombaro nella propria storia

e disegna la scogliera spoglia dietro la spiaggia.

Il vento taglia la storia e liscia e leviga

le foglie dei platani – il telaio della finestra.

 

Per sentire questa storia sono venuto con il vento.

Il viaggio raccontava un uomo era passato al di là del monte

e la storia finì in un vicolo cieco sul mare. Il vento

 

fa il signore sulla sua tomba. E il palombaro resta

incastrato tra le pietre, gli assistenti riemergono

e il vento schiaccia l’ondeggiare il mare.

 

Il palombaro dipinge raffiche di vento sulla riva.

La scogliera fiorisce. E la tomba è un gradino

verso il corallo in una spelonca sul fondo

sopra la stampa colorata della tendina a fiori.

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