Vanio Garbujo

Vanio Garbujo

Il legno e la luce

 

ISBN 978-88-897224-82-2

Edizioni CFR - 2012 - pp. 48, € 10    - Richiedere a gianmariolucini@gmail.com

 

 

 

Vanio Garbujo è un ministro della Chiesa Cattolica che, raro esempio nel ruolo sociale che ricopre, si dedica anche alla poesia ed ha già pubblicato diverse opere (si ricorda Occhistanchi, del 2011, in queste edizioni).

Rispetto alla precedente raccolta troviamo qui un notevole stacco stilistico, di complessità tematica e di complessiva maggior sicurezza nel linguaggio e nelle soluzioni metriche adottate. L'esempio che, in qualche modo, pare di vedere in filigrana, è quello illustre di David Maria Turoldo. Il lavoro che Vanio qui dà alle stampe, è imperniato sulla "Via crucis", la narrazione dei Vangeli sull'ultima vicenda terrena di Gesù di Nazareth, ossia l'arresto, il giudizio, la crocifissione, cercandone anche un senso di speranza.

 

[...] La disperazione, dunque, non è tanto nell’accorata supplica “allontana da me questo calice” (Lc 22,42 o anche Mt. 26,39) e neppure nel tremendo Elì, Elì, lemà sabachtanì? (Mt 27, 46) che parrebbe quasi la supplica di un disperato che si sente abbandonato da Dio, ma sta invece nel non accettare di vivere, nella rinuncia a lottare, nel non arrivare a poter dire quel “tutto è compiuto”, che significa invero accettazione e comprensione del senso profondo degli avvenimenti, anche quando ci sembrano assurdi e quasi dimostrazione dell’assenza di Dio. Anche il torto più ustionante e odioso, il tradimento di Giuda, sul quale il poeta si sofferma a lungo, acquista così un significato che nel momento stesso in cui accadeva nessuno poteva intuire, ma che si dipana poi pian piano, quando ogni cosa giunge a suo compimento e i tempi sono maturi per la comprensione.

Il racconto dei Vangeli e il commento poetico ripercorrono queste tappe ultime della vita di Gesù in terra, e raccontano in modo poetico la metafora del dolore che viene accettato e superato nella Fede e nella Speranza. Tutti noi infatti, nella nostra esistenza, continuamente moriamo e rinasciamo, continuamente siamo avvolti dal buio e arriviamo, in qualche modo prima o poi, a intuire il barlume della luce e a lasciarci da lui guidare per “venirne fuori”, se non muore la Speranza. Il poemetto di Vanio racconta questa vicenda, attraverso la narrazione paradigmatica della morte in croce del Cristo, la necessità di quel compimento perché potesse darsi la sconfitta stessa della morte, nella Resurrezione. [Gianmario Lucini]

 

Trailer su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=SCuP_qe-FmY

 

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La pietra e la polvere

 

 

                                     Eccedenza d’amore!

 

In lontananza,

nel silenzio della notte,

si percepisce appena

il tintinnio delle monete.

 

Quale ingrato compito dovete

assolvere, voi,

metallo di scambio

tra avidità e vita,

tra follia e amore.

 

Tutto è graziosamente pronto.

La sala superiore è pronta.

Il pane e il vino, pronti.

 

Gesù è pronto,

così gli apostoli

e Giuda,

pronti.

In quella stanza,

abbraccio d’amore,

si compiono i giorni del parto!

 

L’umanità che Lui porta

nel grembo

sta per nascere 

 

così le doglie del parto

cominciano a fari sentire

il lamento.

 

Sono forse io, Signore?

– sussurrano -

Sono forse io!

Sono forse io, Signore?

Sono forse io!

Signore?

- Al tuo petto -

 

Signore chi ti tradisce?

 

Il tintinnio delle monete

si fa tonante negli inferi

del tradimento.

 

In quell’istante,

in quel preciso momento,

il tuo corpo fu di legno

brace ardente,

accesa di stupore.

 

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