Poeti e poetiche 2

Poeti e poetiche 2

M. Barbaro, L. Benassi, G. Lucini (a cura di)

 

ISBN 978-88-897224-85-3

Edizioni CFR - 2012 - pp. 152, € 14    - Richiedere a gianmariolucini@gmail.com

 

 

 

La seconda redazione di Poeti e poetiche, presenta l’opera di otto autori italiani, diversissimi per poetica, per tematiche, e anche per linguaggio.

La diversità di poetiche e di soluzioni linguistiche adottate è appunto uno degli obiettivi di questa pubblicazione, oltre a quello, implicito, di prendere in considerazione soltanto le voci più significative della nostra poesia, nei limiti del nostro orientamento di gusto, di cultura, di interesse. La nostra è pertanto una raccolta anomala, che enfatizza non certo il principio di coesione tematica o stilistica, ma accosta, invero, a volte in maniera immediata e quasi stridente, temi, personalità e stili, enfatizzando il contrasto, cercando una ragione in  ogni scrittura amata e curata. Starà poi al lettore decidere quale sia la ragione che lo convince.

Questi otto poeti si aggiungono ai dieci già pubblicati lo scorso anno, continuando così a “tracciare” la poesia contemporanea, soprattutto quella di rango e meno conosciuta, nel tentativo di offrire al lettore qualcosa di diverso dai nomi “celebri” (se così possiamo dire, nel caso della poesia) dalle riviste più conosciute, dai quotidiani, dalle radio e dalle televisioni.

Già da questi primi 18 nomi risulta evidente, a nostro avviso, che la poesia italiana contemporanea non è affatto in crisi, come da più parti si grida, se per “crisi” non intendiamo il fatto che oggi pochissimi leggono raccolte di poesia (ma in passato, le cose erano poi così diverse? varrebbe la pena indagare su questo aspetto). La poesia italiana (anzi, di lingua italiana, poiché questo volume ospita anche un illustre poeta svizzero, così come il precedente ospitava la poesia di Arnold de Vos, che è di origine olandese), non è affatto in crisi e anzi è vitale, molto più vitale della narrativa (che, ad eccezione di pochissimi nomi, è sì, solennemente in crisi) ed offre letture di altissimo livello e di una impressionante diversità di soluzioni valide adottate nella scrittura.

Ogni autore è presentato e criticato e pertanto non ci dilunghiamo oltre, in questa introduzione. Vogliamo soltanto sottolineare l’inadeguatezza delle nostre politiche culturali che, a tanta potenzialità artistica, non dedicano neppure uno sguardo, al di là del colore politico dei governi. E certo, la poca considerazione sociale, non aiuta certo i poeti a scrivere meglio: ci sarebbe invece bisogno di più attenzione, da una parte e e nello stesso tempo di una critica più puntuale ma anche più sobria nelle lodi.

I poeti come costoro che presentiamo, non possono certo fare il “mestiere” del poeta, ossia scrivere e basta (come sarebbe normale e come lo fu in tempi passati, nel bene e nel male) ma almeno avrebbero diritto ad un riconoscimento, magari soltanto all’assistenza nella divulgazione delle loro opere, che in qualche modo sostenga la loro scrittura. Invece capita che chi scrive e vive di scrittura poetica, sia costretto a fare i salti mortali per sopravvivere e pertanto, man mano che si aggraverà l’attuale crisi economica (perché non siamo certamente giunti a “raschiare il fondo del barile”, per dirla con una metafora in verità un po’ logora, checché ne dicano i Mass Media, che considerano il cittadino più sempliciotto di quanto in realtà non lo sia), sempre di più vedremo la poesia sparire dalle librerie e giacere inedita nei cassetti delle scrivanie degli autori. Già oggi chi fa il mestiere del libraio o dell’editore lo può facilmente constatare.

Non possiamo, è vero, spendere quanto si spendeva anche soltanto cinque anni or sono per la cultura, e allora dobbiamo imparare a scegliere il meglio, non il più noto o il più pubblicizzato, aguzzando il nostro ingegno e la nostra abilità nella ricerca dei libri migliori, facendo tesoro insomma, anche da lettori, della nostra capacità critica.  [G. Lucini]

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