il libro mastro

Fiammetta Giugni

il libro mastro

 

ISBN 978-88-897224-69-3

Edizioni CFR - 2012 - pp. 64, € 9,00   

 

 

 

 

Grazie ad un talento letterario che si sostanzia di sapienza tecnica, l'autrice riesce a comporre un testo in cui si concentrano e si stratificano nella stessa pagina generi letterari diversi con esiti assolutamente originali: romanzo storico, romanzo epistolare, apologo, pastiche linguistico, novella, bildungsroman. La mescolanza avviene attraverso un dosaggio sorvegliatissimo dei vari elementi, che Fiammetta Giugni utilizza con mano ferma, adattando lo stile ai cambiamenti interiori dei personaggi, all'esplicarsi del senso complessivo della storia, al modificarsi degli ambienti naturali, superando abilmente una sfida davvero ardua, ossia quella di gestire contemporaneamente, nel breve giro di un racconto, più piani temporali che si intersecano.

Ne scaturisce un testo che ancora una volta unisce due aspetti difficilmente conciliabili, ossia una lettura molto godibile che tiene il lettore sul filo della curiosità fino alla conclusione del racconto, ed al tempo stesso una complessità compositiva che si riflette in quella dei significati, tanto da potersi leggere il testo come un'allegoria.

[...]

All'interno delle suggestioni letterarie, l'autrice si muove con l'eleganza e la disinvoltura di chi, dotato di solide letture, tali suggestioni reinventa e trasforma attraverso il crogiuolo della propria sensibilità. Così, nella prima parte del racconto, si passa dalla prosa analitica e ragionativa alla descrizione del palazzo della contessa Vertemante, dove il registro tonale cambia, ed il lettore viene immerso in una ambientazione che sembra, per leggerezza narrativa e disincanto ironico, una novella del Boccaccio, non fosse per alcune punte velatamente polemiche che fanno avvertire il giudizio sempre presente dell'autrice su un mondo di cui vengono evidenziati tanto gli aspetti novellistici quanto la sottile violenza che vi si nasconde. La contessa Vertemante, infatti, sfoga la propria insoddisfazione sentimentale facendo della propria magione un luogo di piaceri leciti ed illeciti per i propri ospiti.

Ad un mondo dove il sentimento amoroso si corrompe in carnalità meschina ed in cinica violenza, se ne giustappone un altro, quello dell'ipocrisia convenzionale del matrimonio di Caterina con Abondio, nome quest'ultimo che risuona di echi manzoniani anche nel carattere vile del personaggio, marito devoto ma che ostenta anche una paternalistica superiorità verso la moglie, e al tempo stesso assiduo e clandestino frequentatore delle feste che si tengono a palazzo Vertemante.

Chi invece attingerà alla dimensione più pura e disinteressata dell'amore, e conseguentemente pronta anche a trasgredire le convenzioni, saranno proprio i tre personaggi protagonisti del racconto, ciascuno pervenendo a realizzare la propria dimensione umana per vie diverse, ma tutti e tre attraverso un elemento in comune, la musica. Anche Agostina, infatti, pur totalmente estranea al mondo dell'arte, scopre la possibilità di evadere dalla propria dura esperienza di vita in coincidenza del concerto al clavicembalo di Claudio. La sua figura, inoltre, rimarrà impressa nella memoria di Caterina sotto forma di angelo musicante [...]

(Maria Giovanna Missaggia)

 

Altre opere della stessa autrice: Per un'architettura del Sé (2013), Carmina Flammulae (2012)

 

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