Gianmario Lucini

Maria Teresa Ciammaruconi - Vincenzo Balena

I volti di Lou

 

ISBN 978-88-897224-40-2

Edizioni CFR - 2012 - pp. 40 f.to 17 x 24 -   € 10,00    (- 20% dal sito per ordini di almeno 20 € complessivi)                        

 

 

 

Una poeta sperimentale calabra importata a Roma, un artista milanese di rara bravura, e poi il soggetto, la straordinaria Lou Salomé, donna di acutissima intelligenza che conobbe artisti, scienziati e poeti di mezza Europa, influenzandoli, in qualche modo, con la sua forte personalità. 

Ecco l'intreccio che dà origine alla collana "Ibrida" di CFR, con questo primo titolo, che presenta 12 riproduzioni di sculture (di Vincenzo Balena) e 12 meditazioni poetiche (di M. Teresa Ciammaruconi).

 

Maria Teresa Ciammaruconi dell’incontro ha fatto un suo carisma, unendo in progetti di arte e vita amici, sodali, scambi intensi di visioni sul mondo per stare con decenza nel mondo, rifuggendo la compiacenza, sempre più estendendo le possibilità della sua cifra stilistica fatta di una scrittura esuberante ed infocata. Ha abbracciato l’esistenza di Lou Salomé e ha cercato di ricongiungere attraverso la lingua della poesia i molti volti con cui Lou ci è stata tramandata. La donna, l’intellettuale, la ricercatrice, la scrittrice, la moglie, l’amante scrive ad amici, sodali, marito, amanti attraverso la scrittura di Maria Teresa che è irriverente e rispettosa, esuberante e disciplinata. E non sono questi aggettivi di facile elencazione ossimorica ma realtà delle molte possibilità di scrittura dell’autrice che attaglia il suo spirito, la sua lingua all’ombra di Lou facendo venire fuori il suo corpo, la sua materia, la sua sfida nell’impedire al mondo di ridurla ad uno. Non è un caso che Maria Teresa scelga il pretesto della lettera – che nulla ha del carattere di epistola – per seguire il gioco della moltiplicazione; lo scrivente diventa anche un po’ destinatario e ognuno di essi riceve parti di verità che hanno attraversato le altre vite prendendo da uno, dando all’altro in una proliferazione di soggettività che riporta alla inesorabile irriducibilità di una donna che ha sfidato profezie, rotto convenzioni, anelato a mète precluse

                                        (Mariella De Santis)

 

 

lettera a Friedrich

 

A me non serve la tua casa – Friedrich – e il tuo povero nome

finirà masticato sotto i denti degli affamati

 

ti ho incontrato patetico nella società dei passi eleganti

ardente e vergognoso nell’anomalia che faceva di te un vecchio a quarant’anni

e ragazzo per sempre dove dioniso rubandoti al mondo ti devastava

 

io per prima con gli occhi aperti sono corsa incontro alla meteorite di luce

caduta alla disperazione del tuo sguardo accecato e ho riconosciuto il profeta

il plasma germinale    il sacro rinato dalla negazione

 

non lascerò che tu uomo tocchi me donna

non permetterò che tu rinunci al dio   parassita nei tuoi precordi

 

strappo invece la carne all’eros e affilo il rasoio della tua libidine

per lo squarcio che infliggerai nel corpo imputridito di questo tempo

 

esploderà all’urto delle tue parole

 

con le tue parole

non con le mani prendimi    affinché sia per sempre

 

io    credente senza dio    ho mondato il tuo desiderio dalla caducità

e l’ho portato luccicante sotto la cattedrale

perché cadendo ci schiacciasse nella desolazione

senza ritorno di questa Europa bella e gonfia nella sua agonia.

 

 

Neanche lui, il maestro, l’astro del pensiero nascente, Nietzsche godrà dei favori di Lou. Inutilmente per lei scende dalla cattedra.

Il professore posa accanto a Paul Rée, davanti all’obbiettivo di Monsieur Bonnet. Lou ventenne alle loro spalle tiene entrambi per le redini.

Il mondo li guarda e arrossisce.

Elisabeth, sorella di Friedrich, lo sa che quella donna è una strega e si dispera. Ma non riesce a farla bruciare sul rogo.  La risata di Luo la perseguiterà, immune agli strali dei benpensanti.

 

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