Gianmario Lucini

Giuseppe Pedota - Dopo il moderno

Saggi sulla poesia contemporanea

 

ISBN 978-88-897224-35-8

Edizioni CFR - 2012 - pp. 120 € 13,00                             

 

Credo che la poesia degli ultimi due decenni del Novecento debba esser catalogata in questo quadro problematico, in quelle linee di forza che si dispiegano all’interno del minimalismo producendone una implosione tematica e stilistica, e all’esterno di esso una invasione di elementi allotrî quali le istanze narrative. Fa ingresso in poesia in modo massiccio il linguaggio saggistico. Le istanze critico-saggistiche prendono il posto lasciato vacante all’interno della forma-poesia. Il pensiero poetante riceve così una sorta di «inquinamento» e di «impurità», con la conseguenza che gli esiti poetici vengono contrassegnati da un mix di elementi spuri e allogeni. La poesia contemporanea diventa così il luogo dove si incontra una mixture di prosa e poesia, di poesia e filosofia, di poesia e saggistica, poesia e reperti di esistenzialia. Il luogo della poesia diventa una zona «contaminata» da linee di forze stilistiche eterogenee e contraddittorie. L’esperienza vissuta si incontra con l’esperienza virtuale e gli esiti stilistici si ramificano e si suddividono in una rete di derive epigoniche, dove le esperienze biografiche allignano in una «zona franca», in una zona di diretta contiguità con le esperienze «astratte» colte come un flash sullo schermo bianco dei minimalia. Il linguaggio del quotidiano viene ad esser contaminato da sintagmi «alti» a carattere elegiaco-iperbolico, oppure da fraseologie appartenenti al piano del linguaggio cronachistico. Fanno ingresso in modo massiccio in poesia i reperti della cronaca quotidiana.   [G. Pedota]

 

Intervista a G. Linguaglossa e osservazioni di Cristina raddavero: http://www.dictamundi.net/Recensioni/VetrinaGiuseppe%20PedotaA.html

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