Cesare Oddera

Cesare Oddera - Niente parole d'amore per un fucile

 

ISBN 978-88-97224-36-5

Edizioni CFR - 2012 - pp. 80    € 10,00            

 

Silloge terza classificata al Premio Fortini - 2° edizione.

 

 

 

[...] Oddera insomma, tematizzando l’area degli affetti più profondi, dell’amore e a volte di un sottile erotismo, racconta un modo di vivere, una società ancora non contaminata dall’alienazione della cultura di massa, perché affonda saldamente le sue radici nello spirito popolare e contadino della provincia italiana – non importa se delle montagne del savonese dove egli abita, o di qualsiasi altra provincia – che non è ancora intruppato nei ritmi e nelle situazioni spersonalizzanti dell’inurbamento ed è ancora capace di quello sguardo vero, di saggio animale, che si riconosce nel rapporto con la natura, nei rapporti diretti con le persone delle quali condivide la vita, i pensieri, le abitudini, perché le incontra tutti i giorni ed ogni giorno scambia con loro una parola, un gesto di solidarietà.

E’ dunque una poesia che ha un abito mentale “altro”, velato di leggerezza e di sottile gioco umoristico, capace di andare però nel profondo e cogliere le situazioni umane più autentiche e anche qui, certo, la difficoltà di vivere, ma affrontata con animo positivo e, tutto sommato, con una forza interiore che ancora attinge al coraggio, a una visione positiva della vita, orientata a un futuro.

[...]

Prendono forma, quindi, racconti in versi, che peraltro non cercano la sinteticità del linguaggio poetico ma si abbandonano al flusso della narrazione anche se, molto di frequente, troviamo improvvisi guizzi di segno contrario, ossia di straordinaria eleganza e concisione, specie a chiosa di particolari momenti della narrazione, per arrestare un flusso che potrebbe, se non controllato, appesantire la lettura. Si tratta, in altre parole, di una scelta stilistica che privilegia l’immediatezza della comunicazione (anche per la scelta di un lessico preciso ma mai ricercato) ma nello stesso tempo tiene un occhio bene aperto sull’economia del linguaggio e sull’esigenza di stabilire un confine preciso fra prosa poetica e poesia, a favore ovviamente di quest’ultima. La poesia di Oddera va perciò contro corrente, agli estremi opposti da un lirismo vatico di retaggio novecentesco, ma nello stesso tempo non colludente col suo opposto, ossia una poesia ingrippata nella nevrosi dell’incomunicabilità o assorbita nello sperimentalismo linguistico, regalandoci così l’immagine di una bellezza viva, carnale, a portata di mano e di parola.

 

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